La creatività tra cultura e tradizione:

le bambole sono ancora emblema universale del gioco?

di Benedetta Farina

SL271481Sono un’appassionata creatrice di bambole di stoffa ispirate principalmente al cucito creativo. Il mio nome d’arte sul Web è Peterpanno perché il mio hobby mi fa sentire come Peter Pan nell’isola che non c’è, con la differenza che sulla mia isola felice ci sono tutti i miei cari (mio marito in primis), che conoscono la mia passione e mi sostengono e collaborano in questa avventura meravigliosa. Immaginare, progettare e creare le mie bambole mi permette di esprimere la mia interiorità e condividerla agli altri attraverso le mie creazioni.

 

Fin da piccola sono sempre stata affascinata dal creare qualcosa dal nulla e quando sono
riuscita a realizzare la mia prima bambola di stoffa è come se il mio sogno si fosse finalmente
concretizzato, diventando realtà. La mia più grande sostenitrice è la mia bambina di 5 anni; il modo in cui abbraccia e coccola ogni bambola nuova che creo mi riempie di gioia, e mi da nuovo slancio per continuare a sperimentare e perfezionare la tecnica.
Ho un sito internet in cui pubblico le foto dei miei lavori, abbastanza apprezzati fino ad oggi, e da poco tempo ho cominciato a partecipare ai mercatini locali dell’artigianato aperti anche ad hobbisti come me. Ho provato a confrontarmi con altre hobbiste, partecipando al concorso di
hobbydonna, il portale degli hobby femminili. Il mio sogno nel cassetto per il futuro, sarebbe quello di pubblicare un libro tutto mio con i miei progetti.
A titolo di volontariato, ho tenuto corsi di dollmaking per bambini o per mamme e bambini insieme e rimango sempre stupita nel vedere come da un cartamodello basic uguale per tutti escano fuori creazioni uniche ed irripetibili come la personalità di chi le crea.
Fin da bambina sono stata circondata dai giocattoli, mio padre era un imprenditore giocattolaio, come lo era suo nonno. Le bambole oltre ad essere il mio gioco preferito, (credo sia quello preferito da ciascuna bambina), è l’unico gioco che permette ad un bambino di identificarsi, di rappresentare la realtà interiorizzandola. È l’unico gioco che non tramonterà mai e non a caso è il più antico rinvenuto fino ad oggi. Io amo poter donare gioia ad una bambina attraverso una mia creazione. Mi emoziono sempre quando le bambine o i bambini toccano o abbracciano le mie bambole o i miei pupazzi perché colgo in loro di aver destato un’emozione.
Ricordo, che quando per un Natale confezionai un angioletto di stoffa per ogni compagnetto di mia figlia a scuola, i momento più bello è stato quando tutti i bimbi, accolsero in classe la cesta
piena e ciascuno scelse liberamente il proprio. In un attimo il cesto si svuotò e ciascun bimbo aveva uno sguardo sognante abbracciando teneramente il soffice Angelo.
Eppure, la magia e la poesia dei giocattoli tradizionali va perdendo sempre più il proprio fascino. Genitori e bambini insieme, siamo figli (e facili prede al tempo stesso), della colonizzazione mediatica. Migliaia di sollecitazioni sul web, in televisione, nei Centri Commerciali, imperversano, facendo breccia sulla nostra emotività con proposte commerciali di
pupazzi e figurine stilizzate fatte in serie, magrissime, perfette, immagine di una bellezza artificiale.
A mio parere tutto questo nulla ha a che vedere con il calore che sa trasmettere al tatto una bambola di pezza cucita a mano. La cura dei particolari, i tessuti naturali nella varietà dei suoi colori ben abbinati, la sofficità data dal tipo di imbottitura utilizzata, sono tutte qualità organolettiche che non possono descriversi a parole, vanno provate. E che dire di un orsacchiotto cucito apposta per un determinato bambino. Un giocattolo “dedicato” è espressione di cura personale nei confronti di chi lo riceverà. Quando ero in attesa del mio secondogenito, mi ha dato grande gioia progettare e realizzare un orso in morbido pile, con viso ricamato a punto croce e carillon interno, immaginavo il mio bimbo che ancora non conoscevo, stringerlo tra le braccia e così è stato, adesso ha otto mesi e scuote e scarica su questo orsetto tutte le sue energie.
Avendo vissuto la mia infanzia e la mia giovinezza in un’impresa di giocattoli, ho vissuto in prima persona il tramonto di molte tra le più celebri case italiane produttrici di bambole. Ricordo il periodo il cui cominciarono a riscuotere successo i primi giocattoli pubblicizzati importati dall’Oriente. Conservo ancora gelosamente bambole della Gabar, il Primo Nato di FiBa, oppure le Schicchere della Zanini e Zambelli, Camilla con il suo passaporto. Ormai questi sono tutti pezzi da collezione, e aziende come la Effe bambole Franca fanno parte della nostra storia italiana. La storia non può essere fermata, va vissuta da attori attivi e consapevoli e con una giusta dose di capacità critica per analizzare gli eventi.
In una società come quella contemporanea in cui il reale si intreccia e fa parte integrante del
virtuale, in un mondo in cui:
-Sempre più aziende, organizzazioni e persone intrattengono relazioni sui social network;
I giochi più venduti sono quelli del comparto elettronico;
Nonostante il periodo di crisi i maggiori consumi si registrano nell’acquisto di Smart phone e Tablet.
Anche gli hobbies e l’artigianato si promuovono con maggiore efficacia attraverso la rete.
Utilizzando opportunamente gli strumenti comunicativi a disposizione oggi, può essere a mio parere svolta un’attività di sensibilizzazione verso una cultura del “fatto a mano”, inteso come sinonimo di qualità, di ricerca di prodotti diversi, unici come le mani di chi le crea, curati nei particolari, e con un’anima. Le bambole fatte a mano, sono prodotti alternativi al consumismo di massa, non hanno meccanismo interno perché stimolano la creatività dei bambini che vi giocano, non contengono sostanze inquinanti come le pile. I giocattoli svolgono da sempre una importanza affettiva, creativa, educativa per i bimbi. Essi sono il nostro futuro e noi dobbiamo impegnarci per prepararli e formarli al meglio verso il proprio futuro, qualunque esso possa essere. Dunque impegniamoci a dare sempre maggior valore ai mercatini di hobbies, artigianato e collezionismo, diffondiamone notizia, perché sono occasione di incontro per mantenere in vita la cultura e la tradizione. Restituiamo il giusto valore al significato del gioco per i bambini ed a ciò che esso rappresenta nel loro percorso di crescita psico-emotivo.

 

Ecco alcune immagini dei miei lavori:

 

 

A presto con un tutorial completo di cartamodello

per realizzare una bambola di stoffa.

 

contatto facebook: bambole e balocchi by Peterpanno
sito web: www.peterpanno.org
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