BLOG BAMBOLE - Storia delle Bambole
Mercoledì 11 Settembre 2013
Le bambole MIGNONNETTES

Seconda Parte
LE PERFETTE MIGNONNETTES TEDESCHE

di Bettina Zarino

 

Coppia di Mignonnette tedesca in biscuit in costume 20 cm - Asta Theriault

Sempre attenti alle novità e alla richiesta del pubblico, i tedeschi non ci misero molto a notare il successo crescente delle “Poupées di poche” francesi e ad investire in questo mercato di cui erano stati i promotori con i “baigneurs” (bagnanti) e le “poupées de maison de poupées” (bambole per casa di bambole). Non potevano immaginare che lo spirito inventivo dei francesi potesse trasformare in così poco tempo, questo banale giocattolo in un piccolo oggetto di arte in miniatura.

Industrialmente superiori ai fabbricanti francesi, per la grande tradizione che il giocattolo rappresentava in questo importante settore da secoli, per le dimensioni delle loro imprese e per le materie prime di cui disponevano, una grande produzione di “mignonnettes” tedesche fu immessa sui mercati europei da generare, specie oggigiorno, dei seri problemi di paternità e di identificazione.

In qualche modo i tedeschi cercarono di vincere una battaglia commerciale contro l’avversario francese, forse un po’ troppo ingenui e accentratori, ma questo tentativo venne presto interrotto dalla Grande Guerra.

Le “mignonnettes” prodotte in Germania tra la fine del XIX secolo e l’inizio del XX secolo sono molto apprezzate ma, purtroppo, molte volte il fabbricante è rimasto ignoto.


Mignonnette tedesche by Simon & Halbig sx 7,5 inch a dx 7 inch

Generalmente definite “mignonnette”, queste creazioni in Germania vennero chiamate anche “Sonneberg”. Verso la fine del XX secolo, nella regione tedesca della Turingia l’industria delle bambole con testa di biscuit era molto fiorente; in alcune località proprio come Sonneberg, l’economia ruotava interamente intorno ad essa. Gran parte degli edifici ospitava una ditta, un laboratorio oppure una piccola attività a conduzione familiare, destinata alla costruzione o all’assemblaggio di queste e molte altre bambole. Ecco spiegato il motivo per cui alcuni collezionisti hanno definito questi pezzi “Sonneberg”.

Le bambole tedesche in miniatura furono realizzate a imitazione di quelle francesi: avevano gli occhi fissi di vetro, i lineamenti dipinti, la testa e il corpo di porcellana, oppure, come alcuni modelli, la testa di porcellana e il corpo di composizione.

Rimane che le mignonnettes tedesche, in particolare quelle realizzate dalla ditta Simon & Halbig, possono tranquillamente competere con certi modelli francesi della fine del XIX secolo. Se alcune presentano delle espressioni tipiche francesi, vuol dire che sono state ben imitate. Ma benché fosse considerato il migliore degli imitatori dei prodotti francesi, la ditta Simon & Halbig propose delle mignonnettes con delle calze nere che, però, non avevano mai fatto parte della moda francese, ma indossate piuttosto dalle bambine tedesche!

Anche le mignonnettes di colore della ditta Simon & Halbig hanno conosciuto un considerevole successo popolare in Francia, nell’esposizione coloniale del 1892. Sono state distribuite sul mercato fino all’inizio del XX secolo.

La rivista “La Poupée Modéle” ha distribuito mignonnettes in biscuit di fattura Simon & Halbig tra il 1891 e il 1916. Hanno tutte gli occhi dormienti e la bocca con i denti, ad eccezione per le prime bambole mulatte, che uscirono all’inizio con la bocca chiusa e gli occhi fissi. Dal 1891 al 1907, le mignonnette misuravano 13 cm di altezza in seguito passarono ai 15 cm.

Un altro grande fabbricante che si distinse nella realizzazione di bambole di piccole dimensioni fu J.D. Kestner, la cui ditta aveva sede nella vicina località di Waltershausen. Gli stampi di Kestner, di cui solo a volte se ne conosce la data di fabbricazione, sono utilizzati ancora oggi per realizzare bambole riprodotte.

Non si sa, comunque, quante ditte in Germania hanno prodotto bambole tutte in biscuit, negli anni 1875-1925. Certamente erano dozzine. Tra queste imprese vogliano includere anche Alt, Beck & Gottschalck, Baehr & Proeschild, Bruckner & Och, Hertel & Schwab, Hertwig & Co., Gebruder Heubach, Adolf Hulss, Kammer & Reinhardt, August Kister, C.F. Kling, Limbach e Auguste Riedeler.

Molti grandi Magazzini di giocattoli francesi, acquisteranno “mignonnettes” dalla Germania, che verranno poi vestite secondo la moda parigina.


Mignonnette tedesche by Kestner a sx 6,5 mezzo 7,5 dx 7

Grazie anche ai sofisticati canali di distribuzione tedeschi, a cui si deve il successo di questo mercato in continua espansione, si interesserà anche l'America. Già nel 1884 esistevano un catalogo che offriva bambole d'importazione tedesca che offriva bambole in sette dimensioni diverse, dai 5 cm ai 19 cm circa, disponibili sia con i capelli dipinti sia con la parrucca. L'annuale Fiera del Giocattolo di Sonneberg, incoraggiava i compratori americani, e nel 1881 durante la fiera furono registrate in un albergo di Sonneberg, ditte americane assai importanti, come: la Wolf di Boston, la Schonmacher e la Tallman di N.Y., Otto von Borries di Louisville, Ehrmann del Kentucky, Stroebel di Cincinnati, Gross di Philadelphia, e Heinrichs di Chicago. In più, i fabbricanti tedeschi, lavoravano per creare modelli esclusivamente per il mercato americano.

Anche le ditte d'importazione, in particolare la Borgfeldt, la Amberg, e la Butler Bros hanno contribuito a stabilire un punto d'appoggio per le bambole tedesche in America e significativo sarà la produzione fino al 1930 di bambole tutte in biscuit.
Un catalogo della ditta Kestner, del 1932, ha continuato ad offrire un gran numero di bambole in biscuit, molte delle quali erano in produzione fin dal 1915.

Una delle caratteristiche più vistose delle “mignonnettes” o “Sonneberg”, sia che si tratti di esemplari anteriori al Novecento, sia di anni successivi, è il corpo un po’ grassottello, realizzato in biscuit o in composizione.
Le “Sonneberg”, indipendentemente dal materiale utilizzato per il corpo, hanno spesso scarpe e calze modellate e dipinte, inoltre, solitamente hanno le articolazioni alle spalle e alle anche e anche la testa può girare e inclinarsi.

È frequente che le “Sonneberg” indossino ancora i loro abiti originali e che questi siano costumi regionali. I più diffusi erano i costumi bavaresi o tirolesi, cioè quelli più tipicamente tedeschi. Spesso le possiamo trovare in coppia e, nei maschietti le giacche e i pantaloni sono di lana o talvolta di velluto, mentre nelle femmine le gonne sono di panno o di feltro, completate da un grembiule, con camicette di cotone guarnite di pizzo. Tutte queste “Sonneberg” hanno bretelle, cinture o altri accessori decorati da passamanerie ricamate a fiori. I colori più utilizzati sono il rosso e il verde, tipici colori “tirolesi”, forse un po’ spenti, accostati al bianco e all’ocra. Gli abiti per le feste sono guarniti da pizzi. I bottoni realizzati con perline, imitano quelli tradizionali di osso o di metallo e le scarpe, con cinturino, sono generalmente dipinti.

Al giorno d'oggi, la maggior parte delle “sonneberg” o “mignonnettes” che possiamo reperire sul mercato e a prezzi ancora accessibili, sono di produzione tedesca, a significare che queste bambole invasero letteralmente tutti i mercati Europei.

 

- Prima Parte: Le eleganti Mignonnettes francesi

- Terza parte: …E LE ALTRE: "LILLIPUZIANE E MINUSCOLE" - uscita prevista 18 settembre

 

 

Le nostre collaboratrici: Bettina Zarino

 

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Commenti  

 
0 #1 Anna Maria Castagnetti 2013-09-17 07:44
Una documentazione davvero interessante ed istruttiva.
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